Afrodite Archetipo di Seduzione - testo di Toni Spagone

Il termine archetipo viene dal latino antico archetypum, a sua volta derivato dal greco antico ρχέτυπος, composto da arché, cioè «inizio, principio originario» e typos, «modello, marchio, esemplare». Nel suo significato originale, un archetipo è un primo modello, una prima forma, la matrice di un concetto, di un testo o di un’icona.

Ogni individuo può identificarsi con un archetipo e per analogia rispecchiarne la natura, seguirne le orme o farsi indicare la strada da seguire in una precisa circostanza o nella vita. L’archetipo personale può essere trovato con diversi metodi sia psicologici che olistici, ma qualsiasi sia il modo l’importante è arrivare a riscoprire il Sé e quindi il benessere personale.

In ogni cultura vi è la manifestazione degli archetipi, prendono voce nei miti, nelle favole, nelle leggende racchiudendo in sè le principali manifestazioni che l’uomo ha nei confronti della vita fin dalla notte dei tempi.

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Venusjpg                  Gli archetipi alchemici del Sole in alto  e di Venere basso

Afrodite, dea mitologica dell’antica Grecia, è un archetipo per eccellenza.

Dea dell’amore, della seduzione, del piacere, modello di bellezza superlativa, radiosa, affascinante e perfetta, apice del piacere sessuale di quello degli dei e di quello degli uomini.

Impersonifica l’attrazione delle singole parti dell’universo l’una verso l’altra (materia ordinaria e materia oscura), è il simbolo della fecondazione e della generazione, intrinseco in ogni essere animale, umano o divino.

  Vi sono due ipotesi sulla sua nascita, la prima secondo Omero Afrodite, che i romani identificarono con Venere, era figlia di Zeus e della ninfa Dione; invece, secondo Esiodo, era nata in primavera dalla spuma del mare fecondata dai genitali di Urano (Cielo) castrato dal figlio Crono, ancora nel gembo della madre terra Gaia. Si narra che Urano (Cielo) stesse sempre sopra sua moglie Gaia (Terra) in atteggiamenti amorosi, non permettendo ai figli Titani, Centobraccia e Ciclopi di uscire dal ventre della madre, procurandole grande sofferenza. Furiosa Gaia non sopportando più questa situazione parlò con i suoi figli ancora in grembo chiedendogli aiuto. L’unico che si rese disponibile fu Crono. Gaia allora costruì al proprio interno un piccolo falcetto, e sapientemente lo pose in mano a Crono che era lì dentro in agguato, in attesa dell’unione carnale di Urano con la madre. Non appena Urano si sfogò su Gaia, Crono afferrò i genitali con la sinistra e sferrò un colpo deciso evirando il padre. Lanciò poi i genitali in mare; da questi poi nacque Afrodite.  


Da Esiodo


“Nacque dal membro mutilato di Urano, ad opera di Crono, che cadde in mare e diventò spuma. Le Ore dal diadema d’oro la coprirono di vesti immortali, il capo le cinsero del serio d’oro mirabilmente intrecciato. Nel forellino del lobo d’orecchio le misero fiori preziosi d’oro e ottone, indi ornarono il delicato collo e il seno lucente di collane d’oro di cui esse stesse si fregiano, allorché, cerchi d’oro nei capelli, si recano all’amena danza degli dei e alla casa del padre. Compiuta l’opra, portarono Afrodite, tutta splendida com’era ornata, agli immortali. - Benvenuta - essi esclamarono, porsero la man destra e ognun la desiderò quale sposa da condurre alla propria magione. Stupore così e meraviglia destò Citerea dalle ghirlande di violette.”

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Cipro - Pedra tou Romiou, presso Paphos - Luogo in cui nacque Afrodite


Dalle sue varie unioni, sia con uomini che dei, ebbe alcuni figli: dal troiano Anchise ebbe Enea; dal dio Dioniso ebbe Imene, il dio delle feste nuziali; da Ares ebbe due figli, Eros, e Anteros.

 

Afrodite è l’archetipo della donna che attraversa la propria esistenza con partecipazione, senza dipendenza, sofferenza o vittimismo.

Non si identifica nel ruolo di moglie e madre, ma vive di passioni proprie, per uomini, idee, progetti, rimanendo sempre concentrata su sè stessa.

I rapporti sono importanti ma non rappresentano impegni a lungo termine, in quanto mira a ciò che le dà piacere. Afrodite incarna i principi del piacere fine a sé stesso.

Ama per il piacere di amare, non per compensare un vuoto e sceglie i suoi amanti non subendo mai le scelte altrui. La dea è legata esclusivamente alla sua etica personale che è ben diversa da quella collettiva o religiosa. Afrodite ci conduce, quindi, alla conoscenza dell’io interiore e al nostro grado di autostima.

(Toni Spagone -Talismani - Il futuro illuminato ed Lisianthus - 2023)

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Nel libro che ho scritto nel 2023 edito da Lisianthus Editore dal titolo “Talismani il futuro illuminato” è ben spiegato come riuscire a individuare il proprio archetipo o simbolo, grazie alle carte allegate, disegnate dall’artista Marina Mangiapelo.

Per la legge di sincronicità dove nulla accade per caso, si può scegliere la carta che più ci attira e questa ci dirà come poter far fronte a delle problematiche precise o su come agire per risolvere una determinata situazione. Questo grazie ai consigli della carta e al simbolismo o archetipo a cui far riferimento.

Se nel primo gioco del giorno esce questa carta, vuol dire che oggi abbiamo bisogno di ricercare maggiormente il nostro piacere.


Siamo succubi dei giudizi altrui e diamo più peso a questi che ai nostri desideri. Dobbiamo liberarci dai pregiudizi che frenano le nostre scelte.


Per riuscire viene in aiuto la carta di Afrodite che con il suo simbolo, il Fiore di Afrodite (o Rosa di Afrodite), ci aiuterà ad amare senza pregiudizi o restrizioni, senza favorire più gli altri che noi stessi.


Significato divinatorio


La carta di Afrodite significa: amore, passione, sessualità, unione, bellezza, indipendenza, progetti, piacere, mondanità, autostima, erotismo, sensualità, libertà.”